Che esami chiedere per le gambe gonfie (e a quale medico andare)
Chi fa cosa, quali esami di solito si chiedono e le sei cose da scrivere prima di entrare in ambulatorio. Così non esci con le stesse domande.
Sei uscita dall’ambulatorio con un foglio in mano.
Sopra ci sono tre sigle e una parola lunga che non hai mai sentito.
Dentro non hai chiesto niente. Fuori c’era gente che aspettava, e ti sembrava di rubare tempo.
Adesso sei in macchina. Guardi il foglio e non sai nemmeno dove si prenotano.
«Ma io, per le gambe gonfie, a chi devo andare? E cosa devo chiedere?»
Nessuno te l’ha mai spiegato. Non è colpa tua: non lo spiega quasi nessuno.
In questo articolo ti dico tre cose. Con parole normali:
- a quale medico si va per le gambe gonfie, e in che ordine
- gli esami che di solito vengono chiesti, spiegati uno per uno
- come prepararti alla visita in cinque minuti, per uscire con le risposte
Non sei ancora sicura che sia il caso di andarci? I segnali che dicono di sì stanno qui.
Partiamo.
Si parte sempre dal medico di famiglia (e non è tempo perso)
Ti sembra un giro in più.
È il contrario. È il passo che ti fa risparmiare tempo.
Il gonfiore alle gambe non ha un medico solo. Dipende da cosa c’è sotto.
Ci sono le vene. C’è il cuore. Ci sono i reni. C’è la linfa, cioè l’acqua di scarico del corpo.
Ognuna di queste cose ha il suo specialista. Sono strade diverse.
E chi decide quale strada prendere?
Il tuo medico di famiglia.
Cosa fa lui, in dieci minuti
Prima ascolta la storia. Da quando dura. Cosa peggiora. Cosa è cambiato.
Poi ti guarda le gambe. Tutte e due, non una.
Preme col dito sopra la caviglia e guarda se resta la fossetta.
Ti misura la pressione. E ti ascolta il cuore e i polmoni con lo stetoscopio.
Poi ti chiede cosa prendi. Farmaci, integratori, pastiglie.
Alla fine decide lui. Servono esami? Serve uno specialista? E quale?
Perché non conviene scegliere da sola
Facciamo finta che prenoti tu, a caso.
Aspetti mesi di lista d’attesa. Paghi la visita. E lo specialista ti dice che il problema non è il suo.
Sei al punto di prima, con quei mesi in meno.
Con la richiesta del medico di famiglia in mano, invece, arrivi da quello giusto.
Gli specialisti: chi fa cosa, in parole semplici
Sono nomi difficili. Ma quello che fanno è semplice.
Te li metto in fila.
L’angiologo e il chirurgo vascolare: si occupano di vene e arterie
L’angiologo è il medico dei vasi. Cioè dei tubi in cui scorre il sangue.
Guarda, capisce e ti dice cosa fare. Senza operare.
Il chirurgo vascolare si occupa degli stessi tubi, ma può anche operare.
Ci vai se il medico pensa che il problema stia nella circolazione delle gambe.
Il flebologo: le vene delle gambe
Il flebologo si occupa solo delle vene. Niente arterie, niente linfa.
Vene varicose, capillari, vene che non chiudono bene.
Ci vai se insieme al gonfiore ci sono vene in vista, o gambe pesanti da anni.
Il cardiologo: il cuore
Il cuore è la pompa che manda in giro il sangue.
Se spinge più piano, il ritorno rallenta. E l’acqua resta in basso.
Ci vai se insieme al gonfiore c’è il fiato corto, o il peso che sale in pochi giorni.
Il nefrologo: i reni
I reni sono il filtro. Buttano fuori l’acqua e il sale in più.
Se filtrano meno, il corpo si tiene i liquidi.
Ci vai se il gonfiore tocca anche il viso, o se la pipì è cambiata.
Il fisioterapista esperto di drenaggio: il massaggio della linfa, dopo che il medico ha capito cos’è
Questo non è un medico. È chi fa il lavoro con le mani.
Muove la linfa con un massaggio lento e molto leggero.
Ci si va dopo, non prima. Prima un medico deve aver capito da dove arriva il gonfiore.
C’è una domanda sola che cambia tutte le altre risposte. E non è «da cosa dipende». Sta nella scheda gratuita «Quando chiamare il medico», insieme ai 7 segnali per cui si chiama oggi. Lasci l’email e la scarichi subito. Si legge in cinque minuti.
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Adesso torniamo a quel foglio con le sigle.
Prima però una cosa importante. Questi esami non si fanno tutti.
E non si chiedono da soli. Li sceglie il medico, in base a quello che vede.
Qui sotto trovi solo cosa vogliono dire. Così quando li leggi sai già di cosa si parla.

Gli esami del sangue
Sono quasi sempre il primo passo.
Con un prelievo solo il medico guarda tante cose insieme.
Come lavorano i reni. Come lavora il fegato.
Guarda la tiroide, cioè la ghiandola che dà il ritmo al corpo.
Guarda le proteine nel sangue. E l’emocromo, cioè il conto delle cellule che ci girano dentro.
Non servono a dire «hai questo». Servono a togliere di mezzo le cose serie, una per una.
L’esame delle urine
Si raccoglie la pipì del mattino, in un contenitore comprato in farmacia.
Serve a vedere se dai reni esce qualcosa che non dovrebbe uscire.
Le proteine, per esempio. Nella pipì non ci dovrebbero essere.
È l’esame più semplice di tutti. E dice molto.
L’ecocolordoppler delle gambe
Nome lungo, cosa facile.
È un’ecografia che guarda dentro le vene. E vede come ci scorre il sangue.
Ti mettono un gel freddo sulla pelle. Poi ci passano sopra una sonda, come un telecomando piccolo.
Sullo schermo si vede se il sangue risale bene, o se torna giù.
Non punge. Non fa male. È veloce.
Una parte si fa da sdraiata, una parte in piedi.
È l’esame che il medico chiede quando pensa alle vene.
L’ecografia della pancia e l’ecocardiogramma
Sono due ecografie, come quella di prima. Stesso gel, stessa sonda, niente aghi.
La prima guarda dentro la pancia: il fegato, i reni.
La seconda guarda il cuore mentre lavora. Si chiama ecocardiogramma.
Il medico le chiede quando il gonfiore non è solo alle gambe.
Per l’ecografia della pancia di solito serve il digiuno di qualche ora. Te lo dicono quando prenoti.
Quando il gonfiore arriva dal cuore, dai reni o dal fegato, ci sono segnali precisi: te li ho messi qui.
La pressione e il peso segnati ogni giorno
Questo non è un esame di laboratorio.
Ma è il dato che il medico usa di più. E lo porti tu.
Come si fa: ti pesi ogni mattina, appena sveglia, dopo il bagno.
Stessa ora. Stessa bilancia. E scrivi il numero su un quaderno.
Quello della sera non serve. Balla di un chilo per l’acqua che si sposta.
Basta farlo nei giorni prima della visita.

Il polpaccio si misura col metro da sarta, nel punto più grosso, su tutte e due le gambe. Segni la misura e la data. Al medico interessa proprio quello: sapere se cresce. E quasi nessuno gliela porta. Sta nella scheda gratuita «Quando chiamare il medico», col foglio da riempire prima della visita.
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Cinque minuti, il giorno prima.
Servono a non uscire con le stesse domande di quando sei entrata.
1. Da quanto tempo dura, e se la sera peggiora
Un mese? Tre? Da quest’estate?
E la mattina com’è? Uguale alla sera, o quasi a posto?
È la prima cosa che ti chiede. Meglio arrivarci con la risposta pronta.
2. Se è su una gamba o su tutte e due
Sembra ovvio. Non lo è.
Una gamba sola e due gambe sono due discorsi diversi. Cambia dove guarda il medico.
Se una ti sembra più grossa, misurale tutte e due col metro da sarta, nel punto più largo.
Poi scrivi le due misure e la data.

3. Tutti i farmaci e gli integratori che prendi, anche quelli «leggeri»
Anche la tisana. Anche la pastiglia per dormire. Anche il magnesio.
Alcuni farmaci fanno gonfiare i piedi. Il medico lo sa, ma deve sapere cosa prendi.
Il modo più veloce è questo: metti le scatole in un sacchetto e portale.
E non smettere niente da sola. Mai.
4. Il peso di questa settimana, misurato ogni mattina
Sono i numeri del quaderno di prima.
Al medico non interessa quanto pesi. Gli interessa se il numero si muove, e di quanto.
5. Le malattie che ci sono in famiglia
Le vene di tua madre. Il cuore di tuo padre. I reni di una sorella.
Il medico lo chiede sempre. E quasi nessuno se lo ricorda lì per lì.
6. Le tre domande che vuoi fare, scritte
Sono le prime a sparire appena ti siedi.
Scrivile sul telefono la sera prima. Poi in ambulatorio lo apri e leggi.
Le cinque domande da fare al medico (copiale sul telefono)
Cinque righe. Copiale così come sono.
- «Secondo lei da cosa dipende?»
- «Questo gonfiore può c’entrare con un farmaco che prendo?»
- «Devo fare esami adesso, o aspettiamo?»
- «Nel frattempo cosa posso fare a casa?»
- «Quando devo tornare? E cosa deve succedere perché torni prima?»
L’ultima è quella che quasi nessuno fa.
Ed è quella che cambia tutte le altre risposte. Ti dice cosa guardare a casa nelle settimane dopo.
Se gli esami sono a posto: cosa resta da fare
Facciamo che vada così. Il medico guarda, chiede gli esami, e torna tutto normale.
È la notizia buona. Vuol dire che sotto non c’è niente di serio.
Quello che resta è il gonfiore comune. Acqua che si ferma in basso, tutti i giorni.
E il colpevole è uno solo: l’acqua ferma. Non è il tuo corpo che sbaglia.
Non sei sicura che sia ritenzione? Come si capisce, te l’ho spiegato qui.
Da lì in poi funziona una cosa sola. Tutto quello che spinge i liquidi verso l’alto.
Camminare. Muovere le caviglie ogni ora. Le gambe alzate la sera. L’acqua fresca dalle caviglie in su.
C’è solo un problema: questi gesti vanno rifatti ogni giorno.
Perché ogni mattina la gravità ricomincia. È la forza che fa cadere le cose per terra, e non va mai in ferie.
Per le giornate in cui muoverti non puoi, esiste una macchina che fa quella spinta al posto tuo.
Si chiama pressoterapia.
Una cosa però va detta prima di tutto il resto. La pressoterapia è pensata per il gonfiore comune.
Finché un medico non ha guardato quella gamba, si sta fermi.
Hai avuto il via libera? Allora ti dico cos’è.
Sono due gambali che si gonfiano d’aria, dal piede in su. Una parte dopo l’altra.
Si gonfiano. Spingono. Si sgonfiano. Poi ricominciano.
Tu ti siedi e per venti minuti non fai niente.
Non è una bacchetta magica: l’acqua torna, come torna dopo le gambe al muro.
Ma se la usi due o tre volte a settimana, la sera i calzini segnano meno.
Se gli esami dicono che è la solita ritenzione, qui c’è cos’è la pressoterapia.
Non ti serve per forza. Ma se le tue serate finiscono sempre col solco dell’elastico sulla caviglia, sappi che esiste.
Se vuoi vedere com’è fatta quella di casa nostra:
Guarda come funziona → lynfaflow.comLe domande che fanno tutte
Quali esami devo fare per le gambe pesanti?
Di solito si parte da esami del sangue e delle urine. Se il medico sospetta le vene, aggiunge l’ecocolordoppler. Li sceglie lui, non si prenotano da soli.
A chi devo rivolgersi se ho le gambe gonfie?
Prima al medico di famiglia. È lui che, se serve, ti manda dall’angiologo, dal cardiologo o dal nefrologo.
Quali esami fare per la ritenzione dei liquidi?
Gli stessi di partenza: sangue, urine, pressione e peso segnati. Servono soprattutto a escludere che ci sia sotto qualcos’altro.
Adesso sai a chi andare, e cosa vogliono dire quelle sigle. Resta la parte che si fa a casa. La scheda «Quando chiamare il medico» è gratis. Dentro c’è il foglio da riempire, le cinque domande e i 7 segnali per cui si chiama oggi. Cinque minuti adesso, ed esci con le risposte. Invece che con un altro foglio da capire.
La voglio →Questo articolo non sostituisce il parere del medico. Gli esami li sceglie chi ti visita: qui trovi solo cosa vogliono dire, per arrivare preparata. Se hai una condizione di salute in corso, parlane con il tuo medico.
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