Guide e consigli

Gambe gonfie in aereo: cosa fare prima, durante e dopo

Atterri e le scarpe non entrano più. Ecco perché succede a diecimila metri, i gesti da fare dal tuo posto e cosa fare la sera in hotel.

Interno di una cabina d'aereo con i finestrini sul cielo, i sedili vuoti prima dell'imbarco

Il carrello è passato.

Il film è finito. Mancano due ore.

Ti sei sfilata le scarpe sotto il sedile. E non ci hai più pensato.

Poi atterri. Ti chini per rimetterle. E non entrano.

Come fa un piede a cambiare numero in sette ore?

In questo articolo ti spiego tre cose. Con parole semplici:

  • perché in aereo le gambe si gonfiano più che in qualsiasi altro posto
  • cosa fare prima di partire, durante il volo e appena atterri
  • cos’è la trombosi del viaggiatore, quali sono i segnali e quando si va dal medico

Partiamo.

Perché in aereo le gambe si gonfiano

Non è una cosa sola.

Sono quattro cose insieme. E ti capitano tutte nello stesso momento.

Stai ferma per ore, con le ginocchia piegate

Dentro il polpaccio hai una pompa.

Si accende quando cammini. Ogni passo stringe il muscolo. E il muscolo spinge su l’acqua.

In aereo quella pompa è spenta.

I liquidi scendono in basso. E lassù non c’è nessuno che li rimanda su.

Il bordo del sedile preme dietro il ginocchio

Dietro il ginocchio passa la strada del ritorno.

È da lì che il sangue delle gambe risale verso il cuore.

Il bordo del sedile preme proprio in quel punto. Per ore.

In cabina l’aria è secca

L’aria dell’aereo è più secca di quella di casa tua.

Perdi acqua senza accorgertene. E senza sudare.

E il corpo che riceve poca acqua se la tiene stretta.

Bevi poco e mangi salato

Bere vuol dire alzarsi. Alzarsi vuol dire disturbare il vicino.

Così bevi meno del solito.

Poi al gate prendi qualcosa da mangiare. Ed è pieno di sale.

Il sale fa da spugna. Tira l’acqua e la tiene ferma.

Adesso mettile insieme, tutte e quattro.

Non è colpa tua. E non c’entra quanto sei in forma.

È la sedia più scomoda del mondo. Moltiplicata per sette ore.

E perché tocca sempre ai piedi? Il motivo è spiegato qui.

Cosa fare prima di partire

Il grosso del lavoro si fa adesso. Prima di salire.

  • Chiedi il posto sul corridoio. Ti alzi quando vuoi. E non svegli nessuno.
  • Scarpe comode, quelle che si sfilano e si rimettono senza lotta.
  • Bevi prima di salire. Una bottiglia al gate vale più di mille buoni propositi a bordo.
  • Salta il panino salato in aeroporto. Prendi qualcosa di semplice.
  • Al gate cammina, invece di stare seduta. Sono venti minuti guadagnati.
  • Vestiti largo. Niente elastici stretti in vita. E niente che stringa all’inguine.

Poi c’è il capitolo calze.

Le calze a compressione da viaggio stringono di più alla caviglia e meno salendo. Danno una spinta verso l’alto per tutto il volo.

Sono una cosa seria e aiutano davvero.

Ma non si comprano a occhio. Quali servono a te lo dice il medico o il farmacista.

Ci vogliono due minuti. E te lo dicono gratis.

Valigia aperta su un letto, in una camera calda e accogliente, pronta per partire
Foto di Vlada Karpovich
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Il gesto che fai senza alzarti

Ce n’è uno che sposta più di tutti. Lo fai al tuo posto, con il vicino che dorme. Nella guida gratuita «Gambe leggere» trovi gli 8 gesti che riaccendono la pompa delle gambe. Sono spiegati passo passo. E c’è il capitolo bonus: le 4 verità sul gonfiore che nessuno ti dice. Lasci l’email. La scarichi subito. La leggi in dieci minuti, anche al gate.

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I gesti da fare in volo, dal tuo posto

Sono sette. Li fai tutti seduta. Tranne uno.

E non se ne accorge nessuno.

1. La pompa delle caviglie

Punta e fletti i piedi. Una ventina di volte.

Rifallo ogni ora. O anche più spesso.

Muovi la caviglia e il polpaccio si stringe. Quel muscolo spinge su l’acqua.

È la pompa accesa a mano.

2. I cerchi con le caviglie

Solleva un piede di poco e disegna un cerchio in aria.

Dieci giri da una parte. Dieci dall’altra. Poi cambia piede.

3. Alzati e cammina

Ogni una o due ore, fino in fondo al corridoio e ritorno.

Bastano due minuti in piedi.

È il gesto che conta di più di tutti gli altri messi insieme.

4. Non accavallare le gambe

È la posizione più comoda del mondo. Lo so.

E stringe proprio dove il sangue deve passare.

Lo fai senza pensarci? Allora cambia lato ogni tanto. Non restare ferma così per ore.

5. Bevi acqua, poco alcol

Un bicchiere d’acqua ogni ora. Anche piccolo.

Il calice di vino a bordo sembra una bella idea. Ma l’alcol ti fa perdere altra acqua. E il caffè fa lo stesso.

Sì, ti toccherà alzarti. Bene: era il punto 3.

6. Occhio alle pastiglie per dormire

Sui voli lunghi la tentazione è forte.

Ma dormire sette ore vuol dire sette ore senza muovere una caviglia.

Ci stai pensando? Chiedilo prima al tuo medico.

7. Le scarpe, tienile a portata di piede

Sfilarle è comodo. E nessuno te lo vieta.

Però il consiglio dei medici è di tenerle. Il motivo è semplice: la cosa che conta di più è potersi alzare e camminare. E scalza non lo fai.

Rimettile ogni volta che ti alzi.

E sappi una cosa. Dopo qualche ora il piede si gonfia. Rientrarci diventa una lotta.

Piedi scalzi accanto a un paio di scarpe comode, su un tappeto di casa
Foto di Pixabay

La trombosi del viaggiatore: cos’è e quando è più probabile

Adesso la parte seria. Te la dico con calma.

Quando stai ferma tante ore, il sangue nelle gambe scorre più piano.

E il sangue che scorre piano, ogni tanto, si rapprende.

Si forma un coagulo: un grumo di sangue dentro una vena profonda della gamba.

Si chiama trombosi del viaggiatore perché i viaggi lunghi la rendono un po’ più probabile. Non solo l’aereo. Anche il treno, il pullman, l’auto.

Due cose vanno dette subito.

La prima: è rara. In una persona sana che sta seduta a lungo capita di rado. Quasi sempre riguarda chi ha già qualcos’altro che pesa. Tra un attimo ti dico cosa.

La seconda: i gesti di questo articolo sono proprio quelli che servono a tenerla lontana. Muoverti, bere, non stringere. Non è un caso.

Chi ne parla col medico prima di partire

Questa non è una lista per farsi l’esame da sole.

È una lista per capire quando vale la pena fare una domanda in più. Parlane col tuo medico prima di partire se:

  • hai già avuto un coagulo, o problemi di circolazione
  • hai subito un’operazione da poco
  • sei incinta
  • prendi la pillola, o un’altra terapia con gli ormoni

Non vuol dire che non puoi volare.

Vuol dire che sul viaggio lungo la parola giusta ce l’ha una persona che ti conosce. Non un articolo.

I segnali da non ignorare

Questi non sono i segni del gonfiore normale da viaggio.

Sono un’altra cosa. E si riconoscono bene:

  • una gamba sola gonfia, mentre l’altra è come sempre
  • il polpaccio che fa male, come un crampo che non molla
  • la pelle calda o rossa su quella gamba
  • il dolore che cresce quando ti alzi in piedi

Ti riconosci qui? Non aspettare e non massaggiare la gamba. Fatti vedere subito da un medico.

E se arriva il fiato corto, o un dolore al petto: si va al pronto soccorso, subito.

Un’ultima cosa che quasi nessuno sa.

Questi segnali possono arrivare in volo. Ma anche nei giorni dopo, quando sei già a casa.

Se succede, il viaggio c’entra lo stesso. Dillo al medico.

Perché la pressoterapia qui non c’entra

Te lo dico chiaro, perché è giusto così.

La pressoterapia lavora sul gonfiore. Sull’acqua ferma.

Sui coaguli no. Non è il suo mestiere.

Chi ha avuto una trombosi non la usa di testa propria. Prima ne parla col medico.

E se il sospetto è quello, la strada è una sola: si va dal medico. Non si accende una macchina.

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I gesti che si fanno da seduta

Sono gli stessi che salvano un volo e una serata sul divano. Nella guida «Gambe leggere» ci sono tutti e otto, con i tempi giusti e gli errori da evitare. Più il capitolo bonus con le 4 verità sul gonfiore. È gratis e la scarichi adesso.

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Come sgonfiare le gambe dopo il volo

Sei arrivata. La valigia è ancora chiusa e il letto ti chiama.

Fai il contrario. Bastano quaranta minuti e domani sei un’altra.

Cammina venti minuti appena arrivi. Non crollare a letto. Un giro fuori, anche piano, riaccende la pompa. È stata spenta tutto il giorno.

Doccia fresca dalle caviglie in su. Acqua fresca, non gelata, passata piano dal basso verso l’alto. Il fresco restringe i tubi che il caldo ha allargato. Trenta secondi.

Gambe alzate, quindici minuti. Sdraiata, i piedi su due cuscini o contro la parete. Devono stare più in alto del cuore. Sennò la gravità non lavora per te.

Bevi. In volo hai bevuto poco. Adesso recuperi.

E se la sera esci a cena, alzati ogni tanto. Anche solo per andare in bagno.

Piedi scalzi che spuntano dal letto disfatto, il viso coperto dal giornale, colazione lì accanto
Foto di Vlada Karpovich

Hai solo mezz’ora e vuoi il massimo? Qui trovi i gesti più veloci.

E sei atterrata dove ci sono trentacinque gradi? Allora ne arriva un’altra addosso. Il caldo gonfia da solo.

Quando le gambe non si sgonfiano dopo il viaggio

Il gonfiore da volo se ne va da solo. Di solito in un giorno o due.

La notte da sdraiata l’acqua risale. E la mattina il segno del calzino non c’è più.

Quella è la direzione giusta.

Se invece dopo due giorni sei gonfia uguale, non aspettare la fine della vacanza. Sentine un medico.

Lo stesso vale se è gonfia una gamba sola. Quello non è il gonfiore da sedia. Quello si fa vedere subito.

E se le caviglie si gonfiano ogni sera, anche a casa? Allora il viaggio non c’entra. Il motivo è un altro.

Se voli spesso: la spinta tra un volo e l’altro

Rileggi quello che hai letto fin qui.

I gesti in volo, la camminata all’arrivo, le gambe alzate la sera.

Fanno tutti la stessa identica cosa: spingono l’acqua dal basso verso l’alto.

C’è solo un problema. Vanno rifatti ogni volta.

E se voli due volte al mese? Il tuo non è un problema di viaggio.

È un problema di gambe che non si svuotano mai del tutto. Parti già mezza gonfia. Torni gonfia. E non c’è mai una settimana per rimetterti in pari.

Per quelle settimane esiste una macchina che quel lavoro lo fa al posto tuo. Si chiama pressoterapia.

Sono due gambali che si gonfiano d’aria, una parte dopo l’altra. Dal piede in su.

Si gonfiano. Spingono. Si sgonfiano. Poi ricominciano.

È un’onda che sale lungo la gamba, come una pompa vera.

Tu ti siedi e per venti minuti non fai niente.

Non è una bacchetta magica. L’acqua torna, e in aereo la macchina non ci viene. Ma la sera prima di partire, e la sera del ritorno, la differenza si sente sotto le mani.

Se vuoi capire com’è fatta e cosa fa davvero, qui c’è spiegata tutta.

Non ti serve per forza. Ma se ogni viaggio finisce con le scarpe che non entrano, sappi che esiste.

Se vuoi vedere quella di casa nostra:

Guarda come funziona → lynfaflow.com

Le domande che fanno tutte

Come non far gonfiare le gambe in aereo?

Posto sul corridoio, calze da viaggio, acqua ogni ora. Poi pompa delle caviglie venti volte ogni ora, e una camminata ogni due ore. Fatte insieme, si sente.

Quali sono i sintomi della trombosi del viaggiatore?

Gonfiore di una gamba sola. Dolore al polpaccio, simile a un crampo che non passa. Pelle calda o rossa. Con fiato corto o dolore al petto si va subito al pronto soccorso.

Come sgonfiare le gambe dopo un viaggio?

Cammina appena arrivi. Doccia fresca dalle caviglie in su, quindici minuti con le gambe alzate, e acqua. Se dopo due giorni è ancora gonfia, sentine il medico.

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Prima del prossimo volo

Adesso sai cosa succede e cosa fare. Restano i gesti da avere in testa quando ti siedi. La guida «Gambe leggere» te li mette in fila, passo passo. Ed è gratis. La leggi in dieci minuti, anche in sala d’attesa.

La voglio →

Questo articolo non sostituisce il parere del medico. Hai problemi di circolazione? Hai già avuto un coagulo? Sei incinta, o hai subito un’operazione da poco? Allora il viaggio lungo si prepara insieme al tuo medico, prima di partire.

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