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Quanto incide la ritenzione idrica sul peso: la verità

Due chili in tre giorni non si mettono su mangiando. Ecco quanto pesa l’acqua trattenuta, perché il numero balla e cosa la fa muovere.

Piedi su una bilancia digitale in casa, il peso che sale e scende con la ritenzione idrica

Lunedì mattina. Sali sulla bilancia.

Due chili in più di venerdì.

Eppure hai mangiato come sempre. Anzi, hai anche camminato di più.

E ieri sera gli anelli stringevano. I calzini hanno lasciato il solco sopra la caviglia.

Guardi quel numero e ti sembra una presa in giro.

Allora la domanda è una sola. Si possono mettere su due chili in tre giorni?

In questo articolo ti spiego tre cose. Con parole semplici:

  • quanto pesano davvero i liquidi che il corpo si tiene, con i conti in mano
  • perché il numero della bilancia balla da un giorno all’altro
  • cosa fa muovere l’acqua ferma, e cosa invece non c’entra niente

Partiamo.

Quanto incide la ritenzione idrica sul peso: i conti veri

Si parte da un fatto solo. Semplice, e sempre vero.

Un litro d’acqua pesa un chilo.

Tienilo in mano un attimo, questo fatto. Perché spiega quasi tutto.

Se il tuo corpo si tiene un litro d’acqua in più, la bilancia segna un chilo in più.

Non hai messo su un chilo di te. Hai addosso un litro d’acqua ferma.

Pensa alla bottiglia grande dell’acqua, quella da un litro e mezzo, appoggiata sul tavolo. Ecco, quel peso lì.

Solo che non sta in una bottiglia. Sta sparso nelle caviglie, nei piedi, nelle dita.

E il grasso, allora?

Il grasso il corpo lo mette su piano. In settimane. In mesi.

Lo costruisce quando mangi più energia di quella che usi. Un poco alla volta.

Non lo fa in tre giorni. Non lo fa dal venerdì al lunedì.

Quindi un paio di chili comparsi in pochi giorni, quasi sempre, sono acqua.

Acqua che il corpo si è tenuto. E che può anche andarsene.

Una cosa però te la dico subito, così non resta in sospeso. Se il numero sale e non torna più giù, il discorso è un altro. Ci arrivo tra poco.

Perché la bilancia balla da un giorno all’altro

Adesso il perché. Sono cinque motivi. Li riconoscerai tutti.

Il sale della cena di ieri

Il sale si comporta come una spugna.

Tira l’acqua e la tiene ferma nel corpo. Più sale mangi, più acqua il corpo si tiene.

Una pizza. Un piatto di affettato. Una cena fuori.

La mattina dopo il numero è più alto. Non pesa la pizza. Pesa l’acqua che il sale ha trattenuto.

I giorni prima del ciclo

Nei giorni prima del ciclo gli ormoni cambiano. E il corpo tiene più acqua.

Le mani gonfie. Il reggiseno che stringe. La bilancia che sale.

Poi il ciclo arriva, e in pochi giorni il numero torna giù.

È un giro che si ripete ogni mese. Non stai peggiorando.

Il caldo

Col caldo i tubi del sangue si allargano.

E un tubo largo lascia uscire più acqua tutt’intorno.

Ecco perché d’estate le caviglie stanno peggio. La bilancia se ne accorge.

Il viaggio, l’aereo, le ore ferma

Sei stata seduta sei ore. In auto, in treno, in aereo.

I polpacci non si sono mai stretti. La pompa è rimasta spenta.

L’acqua è scesa in basso e lì è rimasta.

Scendi dall’aereo e le scarpe stringono. È successo questo.

La notte: la mattina il numero è più basso

Di notte sei sdraiata. Le gambe stanno alla stessa altezza del cuore.

Da lì la risalita è facile. L’acqua rientra in circolo.

E i reni ne buttano fuori una parte. È anche il motivo per cui certe notti ti alzi per andare in bagno.

Per questo la mattina il numero è più basso. E la sera è al massimo.

Ecco perché la bilancia della sera racconta una bugia. Non pesa te: pesa la tua giornata.

Piedi con calzini spessi sulle lenzuola, il segno che l'elastico lascia sulla pelle
Foto di Sergey Meshkov

Come capire se sono liquidi: i segni sul corpo

Il corpo te lo dice da solo. Senza strumenti, senza spendere niente.

Il test del pollice. Premi col pollice sopra l’osso della caviglia. Conta fino a cinque. Togli il dito.

Se resta una fossetta, e ci mette qualche secondo a tornare su, lì sotto c’è liquido.

Gli anelli. La mattina girano. La sera non passano più sopra la nocca.

Il solco dei calzini. L’elastico lascia la riga stampata. Passa mezz’ora ed è ancora lì.

Il numero che scende dormendo. Una notte con le gambe un po’ alzate, e la mattina la bilancia segna meno.

Nessuno di questi segni è colpa tua. Sono tracce. Le lascia l’acqua che si è fermata.

Vuoi la versione completa? Come capire se quello che hai è ritenzione: il test del pollice e gli altri segni, qui.

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Piedi su una bilancia digitale bianca, sul tappeto del bagno di casa
Foto di Pavel Danilyuk

Acqua o grasso: come si distinguono sulla bilancia

Tre differenze pratiche. Qui non si giudica nessun corpo: si tratta solo di capire cosa hai davanti.

Il tempo. L’acqua arriva e se ne va in giorni, a volte in ore. Il grasso no: si muove in settimane, in tutte e due le direzioni.

La fossetta. L’acqua lascia il buchino del pollice. Il grasso non lo lascia: torna su subito.

I posti. L’acqua si vede anche sulle dita e sul viso. Al mattino le palpebre sono un po’ gonfie. Il grasso questo giro non lo fa.

E poi una cosa importante. Le due cose possono stare insieme. Non è o l’una o l’altro.

Il punto di questo articolo è uno solo: capire cosa stai guardando. Non cambiare quello che sei.

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Seduta sul bordo del letto con le ciabatte, una caraffa d'acqua sul comodino accanto
Foto di Yan Krukau

Cosa fa muovere l’acqua ferma

Adesso la parte pratica. Quattro cose.

Fanno tutte lo stesso mestiere: spingono verso l’alto.

Muovere i polpacci: la pompa che il corpo ha già

Ogni volta che cammini, il polpaccio si stringe e spinge su l’acqua. Lavora come una pompa.

Da seduta la pompa è spenta.

Punta e fletti i piedi, venti volte, ogni ora. La riaccendi così, senza alzarti.

Meno sale, e bere con regolarità

Meno sale vuol dire meno spugna. E l’acqua resta ferma di meno.

Bere poco invece non serve. È il contrario: se il corpo riceve poca acqua, quella che ha se la tiene stretta.

Le gambe alzate la sera, dieci minuti

Sdraiata a terra, gambe appoggiate al muro. I piedi più in alto del cuore.

Dieci minuti, non due. Quello che si è fermato in dodici ore non risale in centoventi secondi.

Venti minuti di cammino

Venti minuti di passo normale valgono più di qualsiasi crema.

A ogni passo il polpaccio spinge. È la stessa pompa, accesa per venti minuti di fila.

Quattro gesti, una direzione sola: verso l’alto. È la stessa direzione in cui lavora la pressoterapia, e ci arriviamo in fondo.

Cosa non funziona (e cosa può fare danno)

Qui ti devo dire tre no. Te li dico senza giudizio.

Chi prova queste cose ci arriva per stanchezza, non per leggerezza.

Bere poco. È il contrario di quello che serve. Un corpo a corto d’acqua se la tiene stretta.

Le pastiglie per fare pipì, prese di testa propria. Non sono tisane. Sono farmaci veri. Le dà il medico, dopo una visita. Se le prendi da sola, possono fare danni seri.

Le saune spinte e le diete lampo. Quello che va via in un pomeriggio è acqua. E torna il giorno dopo. Hai sudato, non hai spostato niente.

Quando il peso che sale in fretta va detto al medico

Adesso una riga seria. Te la dico con calma.

Il numero che balla un po’ su e un po’ giù è la normalità. Il numero che sale in fretta e non torna giù, no.

Fatti vedere da un medico se ti riconosci in una di queste righe.

  • il peso sale di due o tre chili in pochi giorni, e resta lì
  • insieme ti manca il fiato, anche solo salendo le scale
  • sono gonfi anche il viso, le palpebre o le mani
  • il gonfiore c’è anche la mattina, dopo una notte di riposo

Chi ha già problemi di cuore lo sa bene: il peso della mattina si segna ogni giorno. E due chili in due o tre giorni si dicono al medico, senza aspettare.

Non te lo scrivo per spaventarti. Te lo scrivo perché quel numero, in quei casi, è un dato utile per chi ti visita.

La spinta che sposta i liquidi: cosa fa la pressoterapia (e cosa non fa)

Rileggi i quattro gesti di prima.

Fanno tutti la stessa identica cosa. Spingono l’acqua dal basso verso l’alto.

C’è solo un problema. Vanno rifatti ogni giorno.

Perché ogni mattina la gravità ricomincia da capo. È la forza che fa cadere le cose per terra. E non va mai in ferie.

Poi ci sono le giornate in cui muoverti non puoi. Otto ore alla scrivania. O in piedi dietro un bancone.

Per quelle giornate esiste una macchina che fa la spinta al posto tuo. Si chiama pressoterapia.

Sono due gambali che si gonfiano d’aria, un pezzo dopo l’altro, dal piede in su.

Si gonfiano. Spingono. Si sgonfiano. Poi ricominciano.

È un’onda che sale lungo la gamba. Tu ti siedi, e per venti minuti non fai niente.

Adesso la riga onesta. La scrivo chiara, e la scrivo io che te la vendo.

La pressoterapia lavora sui liquidi fermi, non sul peso.

E non è nemmeno una bacchetta magica: l’acqua torna, come torna dopo le gambe al muro.

Quello che senti è un’altra cosa. La gamba più leggera la sera. I calzini che segnano meno. Le scarpe che entrano come stamattina.

Se qualcuno ti promette altro, ti sta vendendo un’altra cosa.

Ti stai chiedendo se agisce sulla bilancia? La risposta onesta è qui.

E se vuoi capire come lavora nel dettaglio, te l’ho spiegata tutta qui.

Non ti serve per forza. Ma se il tuo lunedì mattina finisce sempre così, sappi che esiste.

Se vuoi vedere com’è fatta quella di casa nostra:

Guarda come funziona → lynfaflow.com

Le domande che fanno tutte

Quanto incide la ritenzione idrica sul peso?

Un litro d’acqua trattenuta pesa un chilo tondo. Ecco perché il numero può ballare parecchio in pochi giorni, senza che tu abbia messo su niente. È acqua che va e viene con la giornata.

Come eliminare 3 kg di liquidi in eccesso?

Non c’è una scorciatoia. Si muovono i polpacci ogni ora e si tiene giù il sale. Si beve con regolarità. E la sera si tengono le gambe alzate. Se il numero sale in fretta e non torna giù, prima si sente il medico.

Come si smaltisce la ritenzione idrica?

Spingendo i liquidi verso l’alto, tutti i giorni: movimento, gambe alzate, poco sale. Non è una cosa che si fa una volta e finisce lì.

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Prima di chiudere

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La voglio →

Questo articolo non sostituisce il parere del medico. Il peso sale in fretta? Il gonfiore non passa? Stai prendendo farmaci? Allora parlane con il tuo medico. Le pastiglie che fanno fare pipì non si prendono mai di propria iniziativa.

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