Guide e consigli

I drenanti in farmacia funzionano? E quanto ci mettono

Le hai comprate a maggio e due sono ancora piene. Cosa c’è dentro, cosa senti davvero e in quanto tempo — detto senza sconti.

Capsule drenanti che escono da un barattolo di vetro, come quelle comprate in farmacia

Apri il cassetto del bagno.

Sono lì. Tre boccette comprate a maggio.

Una è finita. Le altre due sono ancora piene.

Il tappo si è pure incollato.

La prima settimana eri convinta. Bicchierone la mattina, tutti i giorni.

Poi ti sei stufata.

E ti è rimasta addosso una domanda.

Hai comprato roba che non funziona? Oppure non le hai dato abbastanza tempo?

In questo articolo ti spiego tre cose. Con parole semplici:

  • cosa c’è dentro una boccetta da farmacia
  • quanto ci mette a fare effetto, e quale effetto
  • perché a te non ha funzionato, e perché non è colpa tua

Partiamo.

Cosa c’è dentro un drenante da farmacia

Prima una cosa che cambia tutto il resto.

I drenanti che compri in farmacia non sono medicine.

Sono integratori. Per la legge italiana sono cibo.

Servono ad aggiungere qualcosa a quello che mangi. E basta.

Da qui viene una cosa pratica. Non possono promettere di far passare una malattia.

E nemmeno di evitarla.

Ecco perché sulla scatola leggi «favorisce il drenaggio dei liquidi».

Mai «ti toglie il gonfiore».

Non è una furbizia di chi vende. È la regola, uguale per tutti.

Adesso giriamo la boccetta e leggiamo.

Dentro trovi quasi sempre queste quattro famiglie.

Gli estratti di erbe (betulla, tarassaco, pilosella)

Sono i nomi che vedi più spesso.

Fanno tutte la stessa cosa. Ti fanno fare più pipì.

Lavorano sui reni. Cioè sui due filtri che ripuliscono il sangue.

I reni mandano fuori l’acqua che avanza.

Tieni a mente una cosa sola, per adesso.

I reni stanno nella pancia. Non nelle caviglie.

Ci torniamo dopo. È il punto di tutto l’articolo.

La bromelina, quella dell’ananas

La bromelina non viene dalla polpa dolce.

Viene dal gambo dell’ananas. La parte dura in mezzo, quella che butti.

È un enzima. Cioè una sostanza che smonta il cibo in pezzi piccoli.

Nel corpo aiuta a digerire.

Si dice che dia una mano anche col gonfiore.

Le prove raccolte finora però non bastano. Nessuno ha dato un via libera ufficiale.

Un’ultima riga, e conta.

Sei allergica all’ananas, al lattice o al sedano? Allora la bromelina non fa per te.

Il potassio e il magnesio

Questi due non sono erbe. Sono minerali.

Le stesse cose che stanno dentro una banana. O in un piatto di spinaci.

Il potassio aiuta il corpo a tenere in equilibrio l’acqua e il sale.

Il magnesio lavora sui muscoli. Anche su quelli dei polpacci.

Stanno lì dentro per un motivo semplice.

Se un prodotto ti manda in bagno, con la pipì se ne va anche una parte di questi minerali.

E te li rimettono nel bicchiere.

Mangi frutta, verdura e legumi? Allora questi due li prendi già dal piatto.

E ti costano molto meno.

Vuoi sapere cosa conviene bere, invece? Ne abbiamo parlato qui.

Centella, ippocastano, mirtillo: quelli per il microcircolo

Questi tre cambiano mestiere.

Non ti mandano in bagno.

Lavorano sui vasi più piccoli. Quelli sottili come un filo.

Quella rete si chiama microcircolo. Sono i tubicini minuscoli che portano il sangue fin dentro la pelle.

Il più conosciuto dei tre è l’ippocastano.

Dai suoi semi si tira fuori una sostanza. Si chiama escina.

L’escina rende i tubicini più resistenti. E meno «bucherellati».

Così lasciano uscire meno acqua nei tessuti.

Si usano da tempo per la sensazione di gambe pesanti.

Nessuno però ha mai potuto dire in modo ufficiale che funzionano.

E sono i più delicati del gruppo.

Prendi pastiglie che rendono il sangue più fluido? Hai problemi ai reni?

Allora questi si chiedono al farmacista, prima di comprarli.

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Comodino di sera con una lampada a forma di gufo accesa, boccette e blister di pillole
Foto di cottonbro studio

Quanto ci mette un drenante a fare effetto

Ecco la domanda vera.

E qui ti devo dare due risposte. Non una.

La prima cosa che senti: il bagno

Questa arriva presto.

Un prodotto che spinge i reni a lavorare ti manda in bagno più spesso.

Può succedere già nelle ore dopo il bicchiere.

Per questo si prende la mattina. Al massimo nel primo pomeriggio.

La sera no. Sennò ti alzi di notte.

Ed è l’unico effetto che si sente in fretta. Tutto qui.

La seconda: le gambe più leggere

Qui arriva la risposta che nessuno ti dà.

Un numero onesto non esiste.

Non «tre giorni». Non «due settimane».

Non te lo posso dire io. E non te lo può dire nessun altro.

I motivi sono tre.

Primo. Sono integratori, non medicine.

Nessuno ha dovuto provare in quanto tempo fanno effetto. La legge non lo chiede.

Secondo. Su queste piante non c’è nessun via libera ufficiale.

Le prove raccolte fino a oggi non bastano.

Terzo. Dentro ogni boccetta le erbe stanno in quantità diverse.

E ogni corpo risponde a modo suo.

Quindi chi ti scrive «gambe sgonfie in cinque giorni» sta usando un numero che non ha.

Quello che si può dire è più modesto.

Se una sensazione di leggerezza arriva, arriva dopo giorni di fila.

Mai dopo il primo bicchiere.

E dipende parecchio da cos’altro fai in quei giorni.

Tra poco ti spiego perché.

Tavolo di cucina con mele, un'insalata e boccette di integratori con i blister
Foto di Michelle Leman

Cosa senti davvero (e cosa non vedi allo specchio)

Mettiamo in chiaro una cosa.

Se a maggio ti sei sentita meglio, non te lo sei immaginato.

Quella sensazione è vera. Merita rispetto, non una risatina.

Vale però la pena guardare da dove arriva.

Quando prendi un drenante, di solito succedono tre cose insieme.

  • bevi molta più acqua, perché il prodotto va sciolto in un bicchierone
  • vai in bagno più spesso, e il corpo lascia andare qualche liquido
  • ti stai occupando di te, e a tavola stai più attenta

Tutte e tre spingono nella direzione giusta.

Nessuna delle tre è una magia.

E adesso la parte scomoda.

Davanti allo specchio, la sera, spesso non cambia quasi niente.

La caviglia è ancora lì. Il calzino lascia ancora il suo solco.

Il motivo è uno solo.

L’acqua che sta ferma in basso, nelle gambe, il rene non la va a prendere.

Il sollievo c’è, ed è vero. Ma dura poco.

E il giorno dopo si ricomincia.

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Il drenante lavora meglio se non è da solo

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L’errore che li rende inutili: prenderlo e stare ferma

Adesso il nodo.

È semplice. E cambia il modo di guardare quelle boccette.

Il drenante lavora sui reni. La tua gamba non lo sa.

Pensa alla giornata di ieri.

Bicchierone la mattina. Poi otto ore alla scrivania.

Oppure in piedi dietro un bancone, senza mai sederti.

In tutte quelle ore l’acqua nelle gambe è rimasta dove stava. In basso.

Perché la gravità tira tutto verso il pavimento.

È la forza che fa cadere le cose per terra. E non va mai in ferie.

Il rene può filtrare quanto vuole.

Ma se l’acqua ferma nelle caviglie non risale, lui non se la trova davanti.

Ecco perché il drenante da solo delude quasi sempre.

Non è una truffa. Gli manca un pezzo.

Quel pezzo è la spinta dal basso verso l’alto.

E quella spinta gliela dai tu.

Cammini, muovi le caviglie ogni ora, tieni le gambe alzate la sera.

Hai fretta stasera? I gesti più veloci stanno qui.

Preferisci la strada dolce, quella della tazza calda? Le tisane le abbiamo passate in rassegna qui.

Blister di pastiglie, un termometro e due contagocce su un tavolo di legno, con una sciarpa di lana
Foto di Gundula Vogel

Quando chiedere prima al medico o al farmacista

Adesso la parte seria. Te la dico con calma.

«Naturale» non vuol dire «senza rischi».

Sono erbe che lavorano davvero sul corpo. Quindi possono anche dare fastidi.

Fatti consigliare dal medico o dal farmacista prima di comprare, se ti riconosci in una di queste righe.

  • prendi già pastiglie per la pressione, o un diuretico dato dal medico
  • hai problemi ai reni o al cuore
  • prendi farmaci che rendono il sangue più fluido
  • sei incinta, o stai allattando
  • soffri di allergie: betulla, ananas, sedano e le piante tipo margherita ne danno spesso
  • prendi altre medicine tutti i giorni, quali che siano

Il motivo è concreto.

Un’erba che fa fare più pipì si somma al diuretico vero.

E insieme possono far perdere troppa acqua.

Il risultato sono i capogiri e la pressione a terra.

C’è poi un’ultima cosa. Quasi nessuno la dice.

Alcune pastiglie per la pressione gonfiano le caviglie di loro.

È un effetto conosciuto, e il tuo medico lo sa bene.

Il gonfiore è arrivato insieme a una medicina nuova? Parlagliene alla prossima visita.

Mai smettere una medicina da sola. Quella decisione è sua. Non tua, e nemmeno mia.

Perché a te non ha funzionato (e non è colpa tua)

Torniamo al cassetto del bagno.

C’è la crema che dava fresco per mezz’ora.

Ci sono le calze che ti stringevano. C’è la tisana della sera.

E ci sono quelle due boccette ancora piene.

Hai comprato tutto. Hai provato tutto.

E ogni cosa ti chiedeva qualcosa. Tempo, soldi, costanza.

Adesso guarda cos’hanno in comune. Perché ce l’hanno.

Nessuna di quelle cose spinge.

Il drenante passa dai reni. La crema resta sulla pelle.

La tisana ti scalda le mani.

Anche i rimedi di tua nonna funzionano così. Li abbiamo passati in rassegna uno per uno.

L’acqua ferma nelle tue caviglie ha bisogno di una cosa sola.

Che qualcuno la spinga su.

Quando cammini, i polpacci si stringono e fanno da pompa.

Quella è la spinta. Ed è gratis.

Ma ci sono le giornate in cui camminare non puoi.

Otto ore seduta. O dieci in piedi nello stesso metro quadrato.

Per quelle giornate c’è una macchina che fa il lavoro al posto tuo.

Si chiama pressoterapia.

Sono due gambali che si gonfiano d’aria. Un pezzo alla volta, dal piede in su.

Si gonfiano. Spingono. Si sgonfiano. Poi ricominciano.

È un’onda che sale lungo la gamba.

Tu ti siedi, e per venti minuti non fai niente.

Non è una bacchetta magica, e va detto. L’acqua torna, e la seduta si rifà.

Però dopo due o tre volte a settimana il segno del calzino la sera è più leggero.

Vuoi capire come funziona nel dettaglio? Qui c’è spiegata tutta.

Non ti serve per forza.

Ma se quel cassetto è pieno di cose che non hanno spinto, allora sappi che esiste.

Se vuoi vedere com’è fatta quella di casa nostra:

Guarda come funziona → lynfaflow.com

Le domande che fanno tutte

Quanto ci mette un drenante a fare effetto?

Sulla pipì poche ore. Sulla sensazione di leggerezza servono giorni di fila, e cambia da persona a persona.

Qual è il miglior drenante che funziona davvero?

Nessun prodotto vince da solo. Quello che cambia la giornata è la spinta verso l’alto: il drenante al massimo l’accompagna.

Qual è il miglior farmaco per le gambe gonfie?

Questa risposta non la può dare un blog. I farmaci li decide il medico, dopo aver capito da dove viene il gonfiore.

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Prima di chiudere

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Questo articolo non sostituisce il parere del medico. Gli integratori drenanti non prendono il posto di nessuna terapia. Prendi farmaci tutti i giorni? Hai problemi di reni, di cuore o di pressione? Sei incinta o stai allattando? Allora parlane prima con il tuo medico o con il farmacista. E non sospendere mai una medicina di tua iniziativa.

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